lunedì 2 aprile 2012
Forma e funzione dei mangiatori di Nutella
martedì 6 marzo 2012
Benvenuti nel buffo spettacolo!
mercoledì 21 dicembre 2011
Quindi non cliccare sul link.
martedì 1 novembre 2011
Il paradiso
Una giornata di nubi e mare, le donne che hanno riempito la casa di bellezza ora sono da Decathlon, io qui nella penombra dello studio a sorseggiare yerba mate e macinare fotografie da sistemare con Aperture sul Mac a ritmi da operaio inglese di inizio '900. La casa pian piano si lascia avvolgere dalla sera, quando la musica finisce tutto è silenzio.Adoro tutto questo. Se dovessi immaginarmi il paradiso, crederei di esserci in questo momento.
domenica 9 ottobre 2011
E a volte è autunno, improvvisamente.
giovedì 6 ottobre 2011
L'uomo che ha inventato il futuro
Di solito le dipartite dei personaggi famosi non mi toccano, penso a tutti quelli che muoiono avendo fatto cose molto più importanti come tirare avanti una famiglia senza un briciolo di fama o riconoscimenti.
Ma Jobs è l'uomo che ha creato questo presente quando tutto ciò era ancora il futuro di un visionario.
Buon viaggio Steve.
mercoledì 5 ottobre 2011
Il giorno in cui Uichipedìa pùf
giovedì 22 settembre 2011
Politica e zaini
venerdì 27 maggio 2011
Scrittori e pasticceri
mercoledì 25 maggio 2011
Fiaba e carbonara
Diciamo che hai una voglia matta di pasta alla carbonara.
Per tutto il giorno pensi alla carbonara, e quando torni a casa potresti trovare anche gli alieni in salotto ma niente ti impedirebbe di mescolare come un alchimista uovo, guanciale e pepe.
Diciamo che mentre cucini l'aroma che si sprigiona è un allucinogeno più potente dell'LSD. Ogni mitocondrio urla "Carbonara! Carbonara!!", la salivazione raggiunge i ritmi di produzione di una piccola società idroelettrica, lo sfrigolio del guanciale provoca sensuali brividi di piacere. Assapori ogni suono, ogni odore, ogni colore appagando totalmente i sensi. Tutto tranne uno: la fame. "Carbonara!!!"
E diciamo che poi dopo aver versato quell'opera d'arte nel piatto ed averla portata sul tavolo, come un quadro si pone al centro della cornice, al primo boccone tutta la bellezza si dissolva: pasta scotta, o troppo sale, o uovo rappreso a frittata.
Che delusione.
Tanta gioia e appagamento nel prepararla, e ora…
Ecco, alcuni mangerebbero egualmente quel piatto. Fino a ieri anche io non avrei sprecato uno spaghetto. Non sarà perfetto, beh, in realtà non è nemmeno decente, e comunque molto al di sotto delle aspettative minime; ma per tutti i Tupperware, ormai è stata cucinata con tanto amore e comunque sia è un peccato sprecarla.
Oggi no. Oggi stranamente capisco che la mancanza di rispetto consiste nel mangiarla.
Se ci sono delle aspettative, se queste aspettative possono essere mantenute, se abbiamo fatto del nostro meglio per puntare al massimo e ottenere un piatto di cui essere orgogliosi, perché accontentarsi?
Bradbury ha gettato alle fiamme migliaia di pagine che tutti gli editori sarebbero stati felici di pubblicare. Perché non erano all'altezza delle sue aspettative.
Steve Jobs al rientro in Apple annientò tutti i prodotti che davano soldi alla rovinata Apple ma che non lo rendevano orgoglioso della sua ditta.
C'era persino la fiaba di un tale paranoide come pochi che affogò tutti i pupazzetti del suo videogioco conquistati sinora e ricominciò la partita con una coppia di ogni specie su un'arca, perché non era soddisfatto del risultato (ecco, questa fu una mossa che col senno di poi possiamo definire poco intelligente).
Nel '92 finii di scrivere Fiaba. Era un ottimo piatto di carbonara, cucinato per sei anni. Ho assaporato ogni suono, ogni odore, ogni colore appagando totalmente i sensi. Scrivere quel romanzo presuntuoso è stata una delle esperienze più belle della mia vita.
Eppure ora, servito in tavola, tutta la bellezza si dissolve. Non funziona, le buone idee si perdono nel mare di ripetizioni, le descrizioni originali stufano e appesantiscono.
Eppure ci tenevo così tanto a questo romanzo che lo consideravo un punto d'arrivo.
Ora ha una copertina, si acquista nelle librerie, vive di vita propria.
Ma la pasta è scotta, il sale è eccessivo, l'uovo ha cotto a temperature eccessive.
Non è facile farlo ma getto la pasta e ricomincio a cucinare da capo.
Mangiare questo piatto significherebbe accontentarsi di non aver raggiunto lo scopo, mentre so di poterlo raggiungere e superare: Fiaba l'ho vissuto, non l'ho solo scritto, so bene cosa aspettarmi da lui, di certo non è questo tomo pesante e noioso.
Così ora, in questo momento, apro il cestino, ritiro Fiaba dalla distribuzione e appena potrò ricomincerò a correggerlo, parola per parola, riscrivendo interi capitoli, lasciando solo ciò di cui sono orgoglioso sia come scrittore che come lettore. Perché Fiaba è il romanzo che ho sempre desiderato leggere, e non mi va affatto di accontentarmi.
martedì 23 marzo 2010
Fragoline nel fondo
mercoledì 20 agosto 2008
Post per travianati

venerdì 23 maggio 2008
Crisi e telecomandi

Avevo sentito parlare della crisi dei quarant'anni, ma me l'aspettavo diversa.
Non è una crisi.
Oddio, la prima fase simula perfettamente la crisi: fine dei valori in cui si era creduto, delusione, cancellazione una per una delle infinite voci della lista quarantennale "Cose da fare" sino a rimanere lì a guardare quanto sia invitante il telecomando della TV, ultima spiaggia dell'uomo civile, segno che non hai proprio niente di meglio da fare o da pensare.
Un po' quanto accade nel mondo esterno: si ritorna al nucleare, all'antiabortismo, al razzismo legalizzato. Tutto quanto c'è di civile è spazzato via da un colpo di spugna, e si fissa il telecomando con avidità sperando di riuscire a credere alle fandonie che ci promette, mica per altro, solo per poter mettere a pace l'obsoleta coscienza con flebo di "è giusto così", "non ci puoi fare niente", "poteva andare peggio".
Non c'è più ragione di lottare perché non c'è più niente per cui lottare. C'è mia figlia Neve, è vero, e le sto lasciando un mondo davvero schifoso, ma "non ci puoi fare niente", qualunque lotta io possa fare è inutile se anche Beppe Grillo, radunando milioni di italiani, non ha potuto cambiare di una virgola l'Italia.
Ecco: la prima fase è come una crisi.
Come un periodo di bonaccia, niente vento, niente nubi, erba arsa dal sole, nessuna forza per muoversi: stai lì nel prato sapendo che ti stai ustionando, eppure che altro puoi fare?
Ma io sono un uomo fortunato.
La mia fortuna è che adoro i temporali.
E devo essere anche un gran parafulmine, hehee.
S'è scatenato improvvisamente un temporale tremendo, acqua da affogare, vento da strappare le orecchie, e tanti tuoni e lampi che ne sono ancora rimbambito.
Adoro i temporali.
Ne sono uscito che non ho più certezze, non so cosa sia giusto e cosa no, tutto ciò che credevo è messo in discussione. E questo è un miracolo. Un bellissimo miracolo, dal momento che è l'unico modo per ricostruire da zero, a quarant'anni suonati, il proprio mondo; ed è l'occasione per tornare a riempire la lista delle "Cose da fare", ora trasformata in "Cose da fare IMMEDIATAMENTE".
E questa non è crisi, e no. L'occasione per migliorare la propria vita, per tornare a vivere, che la si colga o no, non può essere chiamata crisi.
Ora non so cosa sia vero, cosa sia bene, cosa farò domani. So che per una buffa coincidenza la realtà mi sembra sempre più un'unica grandiosa illusione, se ci penso ogni persona che conosco rappresenta un'esigenza, l'avventura, l'amore, il dovere, c'è Neve ad esempio che è la voglia di vivere e il motivo per cui vivere, e ognuno, sino al personaggio più insignificante, se vedo questo mondo come un palcoscenico ha una sua funzione precisissima.
Il che o significa che il mondo è un'illusione, o significa che lo percepisco distorto, o significa che devo avere ingerito muffe allucinogene sconosciute. :)
C'è un dottore, non ricordo il nome, che crede che il cancro sia il risultato di una vita sbagliata, e quindi possa essere curato cambiando la vita che siamo costretti a vivere in quella che vorremmo vivere, e quando deve annunciare ad un suo paziente che disgraziatamente ha un tumore, dice allegro "Complimenti! Lei ha l'occasione per cambiare vita".
Ecco, i miei quarantatré anni sono una bellissima neoplasia. Se ne può morire, afferrando il telecomando e riempendosi di morale preconfezionata modello "per impiegati e telespettatori", o se ne può vivere, ma vivere sul serio, non come ho fatto negli ultimi dieci anni.
Non so cosa farò domani, ma per ora il telecomando l'ho gettato nel cassonetto.
martedì 18 marzo 2008
Ambulanze, danze spaziali, pezzi di luna

Beh, e' giunto il momento di chiamare la neuro per un ricovero immediato.
Glub.
Un intero pianeta ricoverato in clinica. Come ipotizzò Douglas Adams, d'altronde. Mica scemo Douglas.
Dunque. La domanda è: quale evento ha deciso che siamo giunti alla frutta? Forse le balorde elezioni politiche in cui non votiamo né per un programma, né per un partito né per una persona ma per una coalizione o per la sua fotocopia? Forse il Governo, costituito da presuntuosi scrittori di fantascienza (traduz.: raccontafrottole) che non hanno alcun legame con la realtà oltre il proprio vasto portafogli? (sì, sto leggendo "La casta" e seguo svisceratamente Beppe Grillo). No, di più: forse perché la nostra vita è decisa dalle multinazionali farmaceutiche che ci spacciano per buone cose che manco al peggior nemico andrebbero date, e noi lì a credere che i vaccini siano cosa buona tanto da somministrare quel cocktail di veleni ai nostri figlioli già da lattanti, e sovvenzionare ricerche truffaldine?
No.
Cioè, sì, questi sono argomenti già validissimi per mettere in quarantena la Terra, ma stavolta a convincermi della follia planetaria è stato Internet.
Due siti: non saprei dire quale è più folle...
Il primo a pensarci su non dovrebbe essere tanto folle, se ci ha pensato sir Branson, il miliardario a capo dell'enorme Virgin. Non è uno stupido, e se fa qualcosa c'è di sicuro un motivo.
Ma questa qui è carina: su www.virgingalactic.com si pubblicizza la prima compagnia di voli turistici sub-orbitali per miliardari! Dall'anno prossimo chi acquista il salato biglietto può essere ospite dell'evoluzione della SpaceShipOne e divertirsi a fare l'astronauta. Per carità, niente uscite extraveicolari e niente allunaggi, siamo ancora lontani; ma danzare a gravità zero, vedere la Terra tonda nella sua corsia della Clinica Neurologica, scendere giù attraverso l'aurora boreale, beh, questo sì. Perdere tempo a guardare il bel sito in Flash è un obbligo. Magari dopo aver fatto un giretto su www.kiva.org.
Il secondo sito a pensarci su non dovrebbe essere tanto folle, ma questo già l'ho detto a proposito del primo. Dunque, le leggi dicono che nessun Governo può rivendicare diritti di possesso sui corpi spaziali. Ma non è così per i privati.
Ai tempi della colonizzazione americana i coloni prendevano possesso degli appezzamenti semplicemente dichiarando "questa terra è mia", e una coppia di simpaticoni inglesi (connazionali di Branson, quindi: e io che pensavo che i matti fossero gli americani!) ha rispolverato questa vecchia usanza. Ha indicato la Luna e ha detto "Mia!", ha puntato Venere e "Mia", e così Marte: "Mio!". E ora vendono su Internet appezzamenti di terreno di questi tre corpi, in previsione della colonizzazione che, NASA, ESA o altri, verrà fatta da qui al prossimo secolo. Un acro 16 sterline, 10 acri 94 sterline. Con documenti originali, mica cacchio. www.moonestates.com.
Ovviamente è una truffa. Questo almeno è il primo pensiero, ma se il pensiero fosse corretto non starei qui a scrivere di cliniche e pazzi: già da anni ci sono romantici affaristi che vendono il diritto a dare nomi alle stelle, mia figlia alla nascita ha ricevuto in regalo una stellina di Ercole che ora porta il nome di Neve... Certo, nome usato solo all'interno della società che ha incassato i soldi, ovvio: il mondo scientifico non sa, non saprà mai e non deve sapere che la stellina di Ercole da tre persone viene chiamata con un nome diverso da quello universalmente accettato dagli astronomi.
Così se ne scrivo significa che il pensiero "è una truffa" non è esatto: il possesso di Luna, Marte e Venere, la vendita dei terreni a prezzi popolari, i contratti registrati... E' tutto LEGALE! Porca vacca, i tipi hanno rispettato tutte le leggi e ora la loro è un'attività lecita e legale. Ecco perché ne parlo qui. Trenta euro, un acro (4000 metri? Non sono esperto), niente tasse da pagarci su, e se un giorno ci atterra un astronauta gli chiedi il pedaggio.
Ambulaaanzaaaaa!!








