martedì 18 marzo 2008

Ambulanze, danze spaziali, pezzi di luna


Beh, e' giunto il momento di chiamare la neuro per un ricovero immediato.
Glub.
Un intero pianeta ricoverato in clinica. Come ipotizzò Douglas Adams, d'altronde. Mica scemo Douglas.

Dunque. La domanda è: quale evento ha deciso che siamo giunti alla frutta? Forse le balorde elezioni politiche in cui non votiamo né per un programma, né per un partito né per una persona ma per una coalizione o per la sua fotocopia? Forse il Governo, costituito da presuntuosi scrittori di fantascienza (traduz.: raccontafrottole) che non hanno alcun legame con la realtà oltre il proprio vasto portafogli? (sì, sto leggendo "La casta" e seguo svisceratamente Beppe Grillo). No, di più: forse perché la nostra vita è decisa dalle multinazionali farmaceutiche che ci spacciano per buone cose che manco al peggior nemico andrebbero date, e noi lì a credere che i vaccini siano cosa buona tanto da somministrare quel cocktail di veleni ai nostri figlioli già da lattanti, e sovvenzionare ricerche truffaldine?
No.
Cioè, sì, questi sono argomenti già validissimi per mettere in quarantena la Terra, ma stavolta a convincermi della follia planetaria è stato Internet.

Due siti: non saprei dire quale è più folle...

Il primo a pensarci su non dovrebbe essere tanto folle, se ci ha pensato sir Branson, il miliardario a capo dell'enorme Virgin. Non è uno stupido, e se fa qualcosa c'è di sicuro un motivo.
Ma questa qui è carina: su www.virgingalactic.com si pubblicizza la prima compagnia di voli turistici sub-orbitali per miliardari! Dall'anno prossimo chi acquista il salato biglietto può essere ospite dell'evoluzione della SpaceShipOne e divertirsi a fare l'astronauta. Per carità, niente uscite extraveicolari e niente allunaggi, siamo ancora lontani; ma danzare a gravità zero, vedere la Terra tonda nella sua corsia della Clinica Neurologica, scendere giù attraverso l'aurora boreale, beh, questo sì. Perdere tempo a guardare il bel sito in Flash è un obbligo. Magari dopo aver fatto un giretto su www.kiva.org.

Il secondo sito a pensarci su non dovrebbe essere tanto folle, ma questo già l'ho detto a proposito del primo. Dunque, le leggi dicono che nessun Governo può rivendicare diritti di possesso sui corpi spaziali. Ma non è così per i privati.
Ai tempi della colonizzazione americana i coloni prendevano possesso degli appezzamenti semplicemente dichiarando "questa terra è mia", e una coppia di simpaticoni inglesi (connazionali di Branson, quindi: e io che pensavo che i matti fossero gli americani!) ha rispolverato questa vecchia usanza. Ha indicato la Luna e ha detto "Mia!", ha puntato Venere e "Mia", e così Marte: "Mio!". E ora vendono su Internet appezzamenti di terreno di questi tre corpi, in previsione della colonizzazione che, NASA, ESA o altri, verrà fatta da qui al prossimo secolo. Un acro 16 sterline, 10 acri 94 sterline. Con documenti originali, mica cacchio. www.moonestates.com.
Ovviamente è una truffa. Questo almeno è il primo pensiero, ma se il pensiero fosse corretto non starei qui a scrivere di cliniche e pazzi: già da anni ci sono romantici affaristi che vendono il diritto a dare nomi alle stelle, mia figlia alla nascita ha ricevuto in regalo una stellina di Ercole che ora porta il nome di Neve... Certo, nome usato solo all'interno della società che ha incassato i soldi, ovvio: il mondo scientifico non sa, non saprà mai e non deve sapere che la stellina di Ercole da tre persone viene chiamata con un nome diverso da quello universalmente accettato dagli astronomi.
Così se ne scrivo significa che il pensiero "è una truffa" non è esatto: il possesso di Luna, Marte e Venere, la vendita dei terreni a prezzi popolari, i contratti registrati... E' tutto LEGALE! Porca vacca, i tipi hanno rispettato tutte le leggi e ora la loro è un'attività lecita e legale. Ecco perché ne parlo qui. Trenta euro, un acro (4000 metri? Non sono esperto), niente tasse da pagarci su, e se un giorno ci atterra un astronauta gli chiedi il pedaggio.

Ambulaaanzaaaaa!!